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Cenni storici

Numerosi insediamenti nuragici dimostrano che le presenze umane in quest’area si perdono nella notte dei tempi, fino alla preistoria. I Romani abitavano questa zona già a partire dal primo secolo dell’impero: fra le più importanti testimonianze ci sono i resti delle terme di Bangiu, le ville rustiche di Seddanus e Nuraxi e i ventisei sepolcri rinvenuti per caso nella piazza del Municipio. Molti reperti sono esposti nel Museo civico archeologico “Villa Leni”. In epoca medievale il paese faceva parte del Giudicato di Cagliari e della “Curatoria di Gippi” o “Parte Ippi”. Dalla dominazione pisana passa a quella aragonese e poi spagnola: in questo periodo (prima metà del Seicento) il marchese Brondo acquista il feudo dalla Corona e si insedia nell’edificio cui dà il proprio nome, futuro palazzo vescovile. Nella seconda metà del XVIII secolo i resti sono acquistati dalla Diocesi di Ales e il palazzo ricostruito per interessamento di monsignor Giuseppe Maria Pilo, che sceglie come residenza Villacidro per la salubrità dell’aria e per proteggersi dalla malaria che imperversava nella zona di Ales, sede ufficiale della Diocesi. L’assetto urbano del centro ha origini lontane. In un documento del 1400 si parla di un gruppo di famiglie che abitavano la parte più antica del paese, il rione Castangias. Nel periodo spagnolo e in quello sabaudo la cittadina conosce un notevole sviluppo, culminante nel 1807 con l’elezione a capoluogo di provincia. Il nucleo urbano originario nasce lungo il Rio Fluminera, attorno alle quattro chiese allora presenti e secondo uno schema architettonico tipico dell’epoca. Sono tuttora ben visibili le articolazioni in più rioni che dalla centrale piazza Santa Barbara si diramano in diverse direzioni: il rione Seddanus a nord, il rione Sant’Antonio (la parte bassa del paese), il rione Castangias a ovest, il rione Lacuneddas a sud e il rione Frontera ‘e Sa Mitza al centro. Piazza Frontera è sovrastata da una specie di contrafforte del monte Cuccureddu, splendido belvedere sotto cui si estende gran parte del paese. Questa piazza era il salotto di Villacidro: vi si accede attraverso una larga scalinata e al centro c’è il Municipio, costruito nel 1874 nell’area prima occupata dai frati Mercedari. Il XVIII secolo ha dato i natali a molti personaggi illustri come l’avvocato Francesco Fulgheri, il senatore Antioco Loru e il professor Giuseppe Todde. Settecento e Ottocento sono epoche di grande crescita e mutamento per Villacidro, quando nella zona di Narti nasce il primo vero esempio di attività industriale con la fonderia Mandel, destinata alla lavorazione dei metalli estratti in tutto il bacino minerario dell’Iglesiente e del Guspinese-Arburese. Legato da sempre all’agricoltura e alla pastorizia, negli anni Sessanta del secolo scorso il paese provò a vivere un’avventura industriale che portò anche un certo benessere, rivelatosi però effimero. Oggi gli spazi lasciati liberi da quell’illusione fugace sono occupati dall’attività quasi frenetica di oltre centoventi piccole e medie imprese, molte delle quali a vocazione agroalimentare, all’interno di un Consorzio industriale cui aderiscono anche numerosi paesi del circondario.





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